COME FUNZIONA IL DELETE ACT IN CALIFORNIA
Dal primo agosto i broker che hanno raccolto dati personali a vario titolo (marketing, fornitura di servizi etc) saranno tenuti a cancellarli in caso di richiesta dell’interessato. Per ora la procedura vale solo nello Stato della Califonia, in base al Delete Act del 2023 promosso dal governatore della California e ora applicato grazie a dei decreti attuativi. In sostanza da gennaio scorso gli interessati possono procedere alla domanda di cancellazione dei loro dati presso una piattaforma nazionale e quindi tutti i broker che usano quei dati sono tenuti a cancellarli. La piattaforma serve anche per registrare i broker, i dati che raccolgono e le attività che fanno. La legge è un provvedimento all’avanguardia per la Data retention e la possibilità di cancellare i propri dati. L’auspicio è che altri organismi e governi copino la legge.
AI ACT UNA PARTE ENTRA IN VIGORE IL 2 AGOSTO: CHE FARE
Il 2 agosto diventano operative alcuni aspetti dell’IA Act 2024/1698: sarà obbligatorio per i fornitori di sistemi IA segnalare i contenuti prodotti con IA e i deepfake e l’AI Office della Commissione europea avrà da ora potere di vigilanza sulla produzione di modelli IA di uso generalista. Per il primo caso entrano in vigore anche sanzioni fino a 35 milioni di euro e 7 per cento del fatturato annuale globale. In particolare l’art. 50 impone che i fornitori di sistemi, pensiamo ad esempio aziende nel settore farmaceutico, medicale, della salute digitale e le strutture sanitarie, verifichino l’uso di sistemi interattivi, di predizione e labelling. La prima necessità è organizzare sistemi per comunicare con trasparenza all’utente/cliente/paziente che sta interagendo con l’IA. Un comma dell’art. 50 riguarda gli utilizzatori di sistemi che leggono le emozioni e i dati biometrici, a esclusione di quelli utilizzati per prevenire reati: questi dovranno da un lato informare i clienti/pazienti e dall’altro applicare le regole del GDPR ai dai personali trattati. Infine, a proposito dei deepfake, chi genera contenuti artificiali con IA, che siano video o foto, deve informare il fruitore e questo vale sia per i fornitori che per gli utilizzatori. Da notare bene, che il fruitore deve essere informato dell’uso dell’IA durante l’interazione con la piattaforma e questo gli non può essere comunicato rimandando ad altri documenti o policy. Si consigliano quindi filigrane, metodi di identificazione dei metadati, impronta digitale. Detto questo ogni organizzazione che usa IA dai primi di agosto è invitata a mappare i sistemi, capire se è programmatore o utilizzatore di sistemi IA (in molti casi entrambi); in caso l’azienda facesse già delle comunicazioni sull’uso di IA è utile rivedere come si comunica all’utente. I fornitori devono organizzare le soluzioni tecniche di marcatura: il Digital Omnibus sull’IA però ha fatto slittare a dicembre 2026 l’etichettatura per i fornitori di sistemi IA che producono contenuti sintetici immessi nel mercato prima del 2 agosto 2026 (modifica art. 111 par.4).
ISTITUTO ITALIANO INTELLIGENZA ARTIFICIALE LANCIA PIATTAFORMA
Si chiama Suk (System for User Knowledge), la piattaforma per le piccole e medie imprese italiane che vogliono cimentarsi con l’Intelligenza artificiale (IA). Il progetto viene promosso dal Governo con l’Istituto italiano per l’intelligenza artificiale in collaborazione con Unionecamere. Fino a metà luglio il progetto è stato sperimentato nella Regione Piemonte con soluzioni per il packaging come l’accesso smart ai musei, e ora si vuole estendere a livello nazioanale. SuK vuole far incontrare la richiesta tecnologica di piccole e medie imprese con soluzioni create ad hoc con l’offerta tecnologica.
SEGNALAZIONI ACN CRESCONO QUASI DEL 50%, SCENDONO GLI ATTACCHI
L’Agenzia per la cybersicurezza che riceve le segnalazioni dalle aziende coinvolte dalla direttiva NIS2 dice che le notifiche degli incidenti sono aumentate del 47 per cento in sei mesi (il primo semestre 2026). Il dato spiega come sia cresciuta la consapevolezza delle ditte circa l’importanza di una strategia nazionale rispetto agli attacchi informatici. ACN ha anche incrementato del 131 per cento i bollettini rispetto al 2025 e lanciando 606 alert e 12 mila comunicazioni. Le notifiche ricevute da ACN in questi sei mesi sono 1.160 e 207 sono arrivate su base volontaria, vale a dire che sono arrivate da aziende non sottoposte alla NIS2 ma che cercavano supporto in ACN. I ramsomwere sono diminuiti del 12 per cento e anche gli attacchi Ddos scendono del 32 per cento, segno che i Titolari hanno implementato le misure di sicurezza.
TIM MULTATA PER 9,5 MILIONI DI EURO PER MARKETING ILLECITO
I soliti call center abusivi di cui siamo spesso vittime sono finiti nel mirino del Garante privacy italiano che ha multato Tim per il telemarketing e la gestione dei dati personali per 9 milioni di euo e 516 mila euro. In seguito a 7 mila reclami per telefonate illecite nel 2025, il Garante ha verificato che le chiamate arrivavano a numeri iscritti al Registro delle opposizioni. Inoltre Tim ha violato le norme sull’accesso ai dati, l’esercizio dei diritti degli interessati, tra cui cancellazione dei dati e opposizione al trattamento.
SASSARI MULTATA PER ECCESSIVO ACCESSO A DATI
La Città metropolitana di Sassari (la vecchia Provincia) è stata multata per 12 mila euro per non aver attuato norme di sicurezza informatica con accessi granulari al data base. In sostanza soggetti non autorizzati alla consultazione di alcune aree del protocollo informatico, potevano invece vedere dati personali. La procedura non a norma ha configurato un data breach.
Il Notiziario, coperto da copyright e creato senza il ricorso all’Intelligenza artificiale, è stato realizzato dall’Avv. Gianluca Amarù, l’Avv. Eleonora Maschio, il Dpo Marco Fossi consulente aziendale e Alessandra Fava giornalista e Dpo, riuniti nell’acronimo A2F Privacy&Compliance. Amarù, Fava e Fossi hanno pubblicato Manuale di accoglienza enti e autorità (Liberodiscrivere, 2019) , Howto – Come scrivere i documenti privacy (Liberodiscrivere 2020), Privacy in progress (editore FrancoAngeli, giugno 2021) e La Privacy dei dati digitali (FrancoAngeli editore, 2023), La Privacy del dato sanitario (FrancoAngeli, 2024), a firma di Amarù, Fava, Fossi e del DPO Ferdinando Mainardi. Nel 2025 è uscito per Mondadori l’instant book Smetti di farti spiare, a cura del presidente di Federprivacy Nicola Bernardi, con Amarù, Fava, Fossi. Infine Amarù, Fava, Fossi, Maschio hanno pubblicato NIS2: come rafforzare la cybersicurezza (FrancoAngeli, 2025).
