EDPB: PIU’ REGOLE SU OCCHIALI SMART
Scattano foto, possono registrare video, fare riconoscimento facciale ma sopratutto operare senza che gli interessati ripresi o registrati ne siano a conoscenza: i Garanti privacy riuniti a metà ottobre nel Board europeo privacy EDPB hanno mostrato la loro preoccupazione sui cosiddetti smart glasses, gli occhiali intelligenti. Il documento punta a sensibilizzare utenti, produttori e fornitori di servizi legati a questi occhiali, sui potenziali rischi privacy. Gli occhiali utilizzano anche l’IA e sono in grado di trasmettere le registrazioni in diretta sui social e di raccogliere anche dati relativi alla geolocalizzazione. In sostanza i garanti hanno stabilito che chi usa gli occhiali per fini personali, senza condividere alcun materiale sui social non è soggetto al GDPR o altra normativa privacy. Invece chi ne fa uso per attività professionali e pubblica dei contenuti sul web diventa Titolare del trattamento e cosi i fornitori e produttori possono essere inquadrati come Contitolari. In sostanza questi dispositivi prevedono un trattamento di dati personali e quindi rientrano nella normativa privacy. Il Titolare quindi deve stabilire finalità, tempi di conservazione e disporre informative. Il Board si è soffermato anche sugli aspetti di produzione consigliando ai produttori di inserire nel dispositivo delle luci che informino chi entra nell’area visuale che sono in corso delle riprese o foto, chiedono che sia possibile oscurare i volti, limitare le registrazioni, pseudoanimizzare i dati e infine che ci siano restrizioni geografiche su luoghi sensibili e maggiori garanzie per minori. Insomma per ora siamo al Far West.
MARKETING SELVAGGIO, GARANTE CHIEDE PROTEZIONI PER CONSUMATORI
Il Garante privacy italiano Pasquale Stanzione è tornato sul telemarketing, dato che ogni giorno l’Authority riceve in media 170 segnalazioni di telefonate indesiderate, al giorno. “Serve più protezione per i consumatori, no all’uso di poteri incontrollati, si torna ai tempi dei feudatari”, ha detto Stanzione. In un incontro a Roma promosso dal Garante e dal Ministero delle imprese e del made in Italy il Garante ha aggiunto che “in assenza di uno statuto forte della protezione dei dati, la società digitale rischia di divenire la società della schedatura e della profilazione e la rete, da straordinaria risorsa democratica, può degenerare in strumento di sorveglianza globale da parte dei grandi poteri economici”.
INVESTIMENTI BANCOPOSTA MULTATI PER MANCATA TRASPARENZA
Bancoposta e la Deutsche Bank sono state multate per aver violato la normativa relativa alla richiesta di finanziamento. L’indagine è partita dal reclamo di un dipendente di Poste Italiane che lamentava di aver constatato che i dati relativi al proprio reddito erano visibili in una piattaforma aziendale accessibile ad alcuni operatori, senza che lui lo avesse saputo in anticipo. Questi operatori erano quindi in grado di vedere il reddito della persona e anche finanziamenti già in essere. Quindi con due sanzioni collegate, il Garante ha multato Poste Italiane per 48 mila euro e la banca tedesca correlata per 33 mila per non aver segnalato agli interessati che i dati degli investimenti venivano condivisi con Bancoposta. In sostanza quindi sono finite nel mirino le informative carenti e il Garante ha disposto l’obbligo di rivederle entro 6 mesi. Le sanzioni ribadiscono l’importanza della trasparenza e chiarezza delle informative date agli interessati.
EDPB LANCIA UNA SEZIONE PER I MINORI
Con lo scopo di informare e rendere sensibili sulla privacy anche i più giovani, il Board europeo dei garanti EDPB ha lanciato una nuova sezione nel proprio sito con giochi, quiz e materiale per la didattica, destinata ai minori. Ci saranno anche sezioni divise per età, lingua e argomento. Il lancio della nuova sezione è previsto il 4 novembre. L’iniziativa si chiama “EDPB for Kids” e ha anche una mascotte virtuale che si chiama Eddy.
I PODCAST DEL GARANTE PER SAPERE DI PIU’ DI PRIVACY
Il Garante italiano ricorre anche ai podcast per raggiungere cittadini interessati alla tutela dei propri dati personali, nella convinzione che più gli italiani sono informati e meglio sanno difendere la propria vita privata. Sono già state prodotte dieci puntate, che potete ascoltare sul sito del Garante, oppure su Youtube o su Spotify. Gli episodi sono dedicati rispettivamente a: Accessi illeciti alle banche dati; foto di minori online; oblio oncologico; la scuola a prova di privacy; la privacy al lavoro; il dossier sanitario; 10 anni di GDPR; algoritmi e intelligenza artificiale; il ruolo del Responsabile della protezione dei dati altrimenti detto DPO; diritto all’oblio e motori di ricerca. Sono file audio piuttosto brevi, di alcuni minuti, che spesso contengono interviste a dirigenti dell’Authority o esempi pratici. Chi fosse interessato li trova qui: https://gpdp.it/podcast
BLOCCO DELLE IMMAGINI DELL’11ENNE COINVOLTO NEI DISORDINI A MILANO
I giornalisti hanno un codice deontologico che include la Carta di Treviso e vieta di pubblicare immagini, testi o foto che possano rendere un minorenne riconoscibile, a meno che il fatto non riguardi ad esempio un premio sportivo e quindi costituisca un fatto positivo e un esempio imitabile per altri coetanei. Perciò le interviste fatte al minore addirittura di 11 anni e alla sua famiglia, dopo che il bambino è rimasto coinvolto nei disordini di Milano, sono del tutto fuori legge. Perciò oltre alle denunce dell’Ordine nazionale dei giornalisti che potrebbe anche prendere provvedimenti sanzionatori contro i giornalisti coinvolti, anche il Garante privacy è intervenuto con un procedimento d’urgenza vietando a due emittenti tv e quattro giornali online di diffondere nuovamente immagini e video relativi all’11enne. Il Garante ha ricordato che i diritti dei minori prevalgono sul diritto di cronaca.
STATO NEW MEXICO SANZIONA META PER 25 MILIARDI
Secondo il tribunale del New Mexico Meta avrebbe violato i dati di quasi 44 milioni di consumatori attraverso Facebook, fornendo informazioni false sulla possibilità di controllo dei propri dati personali. L’indagine ha preso l’avvio in occasione dello scandalo Cambridge Analityca nel 2018 quando era emerso che la società britannica di consulenza politica era riuscita a carpire i dati di oltre 80 milioni di persone attraverso FB. Nel 2021 il procuratore generale dello stato del New Mexico ha intentato la causa e a ottobre è arrivata la sentenza record con la sanzione di 25 miliardi di dollari nei confronti della big company statunitense. Il giudice ha attribuito un risarcimento di 5 mila dollari per ognuna delle violazioni accertate. FB era già stata sanzionata dalla Federal Trade Commission con 5 miliardi. Meta annuncia ricorso.
Il Notiziario, coperto da copyright e creato senza il ricorso all’Intelligenza artificiale, è stato realizzato dall’Avv. Gianluca Amarù, l’Avv. Eleonora Maschio, il Dpo Marco Fossi consulente aziendale e Alessandra Fava giornalista e Dpo, riuniti nell’acronimo A2F Privacy&Compliance. Amarù, Fava e Fossi hanno pubblicato Manuale di accoglienza enti e autorità (Liberodiscrivere, 2019) , Howto – Come scrivere i documenti privacy (Liberodiscrivere 2020), Privacy in progress (editore FrancoAngeli, giugno 2021) e La Privacy dei dati digitali (FrancoAngeli editore, 2023), La Privacy del dato sanitario (FrancoAngeli, 2024), a firma di Amarù, Fava, Fossi e del DPO Ferdinando Mainardi. Nel 2025 è uscito per Mondadori l’instant book Smetti di farti spiare, a cura del presidente di Federprivacy Nicola Bernardi, con Amarù, Fava, Fossi. Infine Amarù, Fava, Fossi, Maschio hanno pubblicato NIS2: come rafforzare la cybersicurezza (FrancoAngeli, 2025).
